lunedì 30 novembre 2009

correre

... quindi cominciamo dal correre...

mercoledì 25 novembre 2009

prima che sia troppo tardi

Io penso oggi che le persone abbiano diritto a fare due cose.
Sono due cose che, per quale è la nostra natura, noi POSSIAMO fare.
Sono due cose che, se lasciati liberi, a uno stadio istintivo, faremmo senz’altro, due cose che da bambini facciamo.
Solo che siamo educati a non farlo: perché non c’è spazio, perché non servono, perché sono godimenti semplici e gratuiti. Soprattutto perché imbarazzano. Mi piacerebbe scoprire in quale punto della storia dell’uomo sono diventate due cose socialmente imbarazzanti se fatte in libertà. Mi piacerebbe scoprire quando è successo che sono diventate due cose che si possono fare solo in ambiti specifici e con regole specifiche. Quando sono diventate appannaggio di alcuni ristrettissimi gruppi che riescono a farlo per mestiere. Chi ha deciso che io per strada non posso farlo, se non rischiando di essere presa per pazza.
Ecco io questo vorrei fare, tanto, tantissimo, con uno struggimento proporzionale al procedere dei miei anni, al pensiero che il corpo diventerà sempre di più una prigione goffa e stanca nella quale riuscirò via via a riconoscermi sempre meno.
Questo vorrei: correre e cantare.
Il più possibile.
Prima di invecchiare definitivamente.
Correre di slancio e cantare a squarciagola.

martedì 24 novembre 2009

memorie di un porcospino

www.giudiziouniversale.it/articolo/libri/se-il-tuo-doppio-è-un-porcospino

mercoledì 18 novembre 2009

al mio giudice di perissinotto

Sono stata attratta inizialmente dal possibile meccanismo di autoreferenzialità letteraria, dato che il titolo e la struttura fanno esplicito riferimento ad altro libro e altro autore: e che autore! A me il gioco delle scatole cinesi con i rimandi, i richiami, le ispirazioni più o meno scoperte e le citazioni piace molto.
Il risultato è però deboluccio; ti resta solo la curiosità, neanche tanto spinta, di chi sia alla fine il vero cattivo.
La prosa è molto piatta; i personaggi raccontati per fatterelli.
Il tono del carteggio fra un giovane uomo ricercato per assassinio e una giovane donna giudice è inverosimile: di botto familiare e confidenziale, come due compagni di oratorio che si raccontano come hanno passato la domenica.
La trovata poi del ricercato che termina i suoi giorni a fare l’attore porno nei teatrini del nordeuropa che cosa diavolo c’entra? Sembra appiccicata con lo sputo, come se l’autore volesse togliersi il gusto di raccontarci un po’ di sue personalissime fantasie.

lunedì 16 novembre 2009

sirene di laura pugno

Questo non è un romanzo qualunque.
Breve, visionario come la migliore fantascienza.
Un po’ horror.
Essenziale come un fumetto.
Studiatissimo nella lingua.
Oscilla fluido come le sirene tra la paura e il desiderio, tra lo sdegno e l’attrazione morbosa.
Un incubo di odori, umori, viscidume, carne, pelle morta, sesso desolato.
Quando ti risvegli all’ultima pagina non provi sollievo, perché è un incubo fantascientifico costruito con pezzi di realtà; percepisci con angoscia che quelle atmosfere già esistono, che il sole nero e la società iniqua e violenta sono già.
Se poi ti soffermi sul rapporto uomini/sirene come proiezione esasperata del rapporto uomo/donna la visione ti appare una descrizione nitida: le sirene divoratrici o la sopraffazione insopportabile esercitata dal protagonista sui personaggi femminili, donne o sirene che siano, sembrano il disegno fantasy di un reale che spesso preferiamo negare.
Imperdibile!

21 grammi di Inarritu

Recuperato 21 Grammi che proprio proprio vale la pena vedere, non so se per la storia, ma sicuramente per la tecnica cinematografica, per la fotografia, per la scelta degli ambienti, per i colori, insomma per tutto un tecnicismo che mi trova ignorantissima e forse proprio per questo pronta ad un godimento estetico ed emotivo.
Mentre cerchi di riordinare i pezzi sparsi della narrazione frammentata e mescolata senza apparente logica temporale, sei costretto a tenere l’attenzione molto vigile (per orientarsi nella confusione fra il prima e il dopo) e in questo sforzo subisci una immersione molto profonda nelle scene, nei dialoghi, negli ambienti e finisci con notare cose che in un film ordinato in una normale sequenza temporale forse non noteresti. Forse è per questo che il film sembra notevole: perché sei costretto a immergerti.
Per esempio: bagni malandati. Sgradevole il bagno del locale in cui Christina va a comprarsi la droga: il primissimo piano del rubinetto, del lavandino. Modesto, angusto il bagno della casa di Paul/Sean Penn, dove si nasconde per fumare. Tremenda, scrostata la cella di Jack, dove l’amico prete mette un pezzo di cartone sul water per farne sedile e, mentre parlano di Dio, l’occhio ti si fissa sul pulsante dello scarico, un pulsante lucido che non c’entra niente con i mattoni a vista.
Più che la caduta accelerata nel dramma, mi è sembrata la storia di tre personaggi che non riescono a fare quello che vorrebbero, che non riescono a sfuggire a un destino già deciso.
Jack vorrebbe fare il buono finalmente, ma l’incidente d’auto lo riporta in galera; esce grazie alla moglie, si rifugia in un lavoro lontano, ma Paul e Christina vanno a ripescarlo e a risbatterlo al centro della tragedia.
Christina voleva fare la “mogliettina dolce bionda madre di angioletti dolci biondi cui fare le torte in magnifica cucina”: la morte dell’intera famiglia la ributta nelle braccia della droga.
Paul doveva morire; il trapianto sembra averlo salvato: l’incontro con Christina rimette tutto in gioco. Non voleva un figlio, il finale lo smentisce (anche se sto’ povero bambino futuro, figlio di due padri mescolati insieme, che dovrà essere all’altezza degli angioletti biondi morti d’incidente, mi fa un po’ pena e mi sembra un finale non all’altezza del resto del film).
Sean Penn da LEGGENDA!!!!!!!

mercoledì 11 novembre 2009

Emmaus Baricco, 3

Mia madre ha visto Baricco da Fazio ed è rimasta fulminata.
Il fatto è che adesso lei crede che Emmaus sia soprattutto un libro religioso.
Ho provato a raccontarglielo cercando al contempo di non deluderla.
Ma lei si è convinta sempre più, sottolineando alcuni elementi che le tornavano giusti in questa spiegazione (Andre è il diavolo tentatore, é importante che il romanzo finisca in una chiesa, con una Messa...)
Che dire? E se avesse ragione lei?
 
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